AN ACTUAL POT OF GOLD COINS HAS JUST BEEN FOUND UNDER AN ITALIAN THEATRE

A literal pot of gold has been found not at the end of a rainbow, but in the basement of an old, abandoned Italian theatre. During an archaeological dig last week, historians discovered a broken soapstone amphora – a kind of stone urn – at the bottom of the Cressoni Theatre in Como, northern Italy. The ancient artefact’s unusual shape and design was soon upstaged by its glittering contents, seen through a missing chunk in the urn’s wall.

Inside was an estimated 300 gold coins from the late Roman Imperial era, which took place in the 5th century, just before the empire’s untimely demise. Despite their age, the coins are in miraculous condition, with all the images and engravings easily visible. “We do not yet know in detail the historical and cultural significance of the find,” said Alberto Bonisoli, the culture minister of Italy’s Ministry of Cultural Heritage and Activities (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) in a press release. “But that area is proving to be a real treasure for our archeology. A discovery that fills me with pride”. The urn and its stash of gold were taken to a government restoration laboratory in Milan, where they will be thoroughly examined. This might take a while, however, as the coins were found tightly packed into little stacks, so that they can only be removed one at a time with careful precision.

So far, the historians have successfully separated 27 coins, all of which are from the 5th century. This makes this treasure particularly intriguing, as during this time, there was very little currency flow in the Roman economic system. The coins feature engravings that suggest they were minted during the reigns of five different emperors: Honorius, Valentinian III, Leon I, Antonio, and Libio Severo. The Italian media has predicted that the coins, none of which reach beyond 474 AD, could be worth millions of euros. And that doesn’t even take into account everything that was found in the urn, or the urn itself. Keeping the coins company was a bar of gold, and at the bottom of the urn, archaeologists predict even more precious objects might be found. According to The History Blog, “no such hoard has even been unearthed in northern Italy before”. The archaeological site may seem like an odd place to stash such valuable items, but whoever placed them there likely “buried it in such a way that in case of danger they could go and retrieve it.” That’s according to Maria Grazia Facchinetti, an expert in rare coins.

Beyond the location, the way that the coins were hidden has given historians like Facchinetti a few hints about the owner’s identity. “They were stacked in rolls similar to those seen in the bank today,” she says. “All of this makes us think that the owner is not a private subject, rather it could be a public bank or deposit”. Facchinetti’s theory is bolstered by the fact that the theatre is just a few steps away from the city’s forum – a place where merchants, banks, and temples often did business. Although the ancient Roman neighbourhood was also known for its wealth, so a miserly and paranoid private owner is not out of the question. Layer analysis will now be used to determine if the coins were all deposited in the same era or if they were placed in the urn over a period of time. The Cressoni Theatre, where the coins were found, is not far from the ancient city of Novum Comum, home to many other important Roman artefacts. The historic theatre was opened in 1807 but was converted into a cinema that closed in 1997. Today, the plan is to demolish the old building and replace it with luxury residences. The recent discovery, however, has stalled all future work at the site until further excavations can be made.

UNA VERA PENTOLA DI MONETE D’ORO È STATA APPENA TROVATA SOTTO UN TEATRO ITALIANO

Una pentola d’oro è stata trovata non alla fine di un arcobaleno, ma nel seminterrato di un vecchio teatro italiano abbandonato. Durante uno scavo archeologico la scorsa settimana, gli storici hanno scoperto un’anfora in pietra ollare rotta – una specie di urna di pietra – in fondo al Teatro Cressoni di Como, nel nord Italia. La forma e il design insoliti dell’antico manufatto furono presto messi in ombra dal suo contenuto scintillante, visto attraverso un pezzo mancante nel muro dell’urna.

All’interno c’erano circa 300 monete d’oro della tarda epoca imperiale romana, avvenuta nel V secolo, poco prima della prematura scomparsa dell’impero. Nonostante la loro età, le monete sono in condizioni miracolose, con tutte le immagini e le incisioni facilmente visibili. “Non conosciamo ancora nel dettaglio il significato storico e culturale del ritrovamento”, ha affermato in un comunicato stampa Alberto Bonisoli, ministro della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. “Ma quella zona si sta rivelando un vero tesoro per la nostra archeologia. Una scoperta che mi riempie di orgoglio”. L’urna e la sua scorta d’oro sono state portate in un laboratorio governativo di restauro a Milano, dove verranno esaminate a fondo. Ciò potrebbe richiedere del tempo, tuttavia, poiché le monete sono state trovate impacchettate in piccole pile, in modo che possano essere rimosse solo una alla volta con estrema precisione.

Finora, gli storici hanno separato con successo 27 monete, tutte del V secolo. Ciò rende questo tesoro particolarmente intrigante, poiché durante questo periodo c’era pochissimo flusso di valuta nel sistema economico romano. Le monete presentano incisioni che suggeriscono che siano state coniate durante i regni di cinque diversi imperatori: Onorio, Valentiniano III, Leone I, Antonio e Libio Severo. I media italiani hanno previsto che le monete, nessuna delle quali supera il 474 d.C., potrebbero valere milioni di euro. E questo non tiene nemmeno conto di tutto ciò che è stato trovato nell’urna, o nell’urna stessa. A tenere compagnia alle monete c’era un lingotto d’oro e sul fondo dell’urna gli archeologi prevedono che potrebbero essere trovati oggetti ancora più preziosi. Secondo The History Blog, “nessun tesoro del genere è mai stato portato alla luce nel nord Italia prima d’ora”. Il sito archeologico può sembrare un posto strano dove riporre oggetti di tale valore, ma chi li ha collocati probabilmente “lo ha seppellito in modo tale che in caso di pericolo potesse andare a recuperarlo”. Questo secondo Maria Grazia Facchinetti, esperta di monete rare.

Al di là della posizione, il modo in cui le monete sono state nascoste ha dato a storici come Facchinetti alcuni indizi sull’identità del proprietario. “Erano impilati in rotoli simili a quelli visti oggi in banca”, dice. “Tutto questo ci fa pensare che il proprietario non sia un soggetto privato, bensì potrebbe essere una banca pubblica o un deposito”. La teoria di Facchinetti è rafforzata dal fatto che il teatro è a pochi passi dal foro della città, un luogo in cui commercianti, banche e templi facevano spesso affari. Sebbene l’antico quartiere romano fosse anche noto per la sua ricchezza, un proprietario privato avaro e paranoico non è escluso. L’analisi dei livelli verrà ora utilizzata per determinare se le monete sono state tutte depositate nella stessa epoca o se sono state collocate nell’urna per un periodo di tempo. Il Teatro Cressoni, dove sono state rinvenute le monete, non è lontano dall’antica città di Novum Comum, sede di molti altri importanti reperti romani. Lo storico teatro è stato inaugurato nel 1807 ma è stato trasformato in un cinema che ha chiuso nel 1997. Oggi si prevede di demolire il vecchio edificio e sostituirlo con residenze di lusso. La recente scoperta, tuttavia, ha bloccato tutti i lavori futuri sul sito fino a quando non sarà possibile effettuare ulteriori scavi.

SCIENCE ALERT 12 settembre 2018

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