MONETE E MUSEO. SAREBBE MEGLIO ATTENDERE ANCORA
Egregio direttore,
l’ennesimo rinvio dell’esposizione delle monete di quello che ormai è stato definito il Tesoro di Como suscita una domanda di fondo e alimenta un dubbio. È davvero opportuno allestire a sette anni di distanza dalla scoperta un’esposizione per una cinquantina di monete mentre il museo archeologico rimane ancora chiuso, peraltro “sine die”? Non sarebbe stato meglio attenderne la riapertura per inserire l’esposizione in un percorso storico archeologico più completo, accurato, che magari racconti la Como romana dalla sua fondazione al tardo impero? Sbaglierò, ma resto dell’idea che una sala autonoma e isolata dedicata alle monete, anche introdotta da una sintetica presentazione storica generale, alla fine non potrà che intercettare un numero risicatissimo di visitatori.
Un paragone che forse potrebbe essere significativo è quello tra il numero di visitatori nel 2024 del Colosseo (14 milioni) e quelli del pur ricchissimo e prezioso Museo Nazionale Romano, però rivolto ad un pubblico senza dubbio ben più “specialistico” (270 mila): un cinquantesimo.
Se si considera che fino a quando il museo Giovio era aperto i visitatori erano meno di 20 mila in un anno (sono andato a documentarmi: scolaresche comprese), si potrebbero stimare in non più di mille in un anno i visitatori con spiccato interesse numismatico: solo qualcuno al giorno. Quindi mi chiedo: non avrebbe maggiore impatto sui comaschi e sui turisti la riapertura della Porta Praetoria, in largo Miglio, restaurando finalmente anche la torre medievale? È il punto principale ed affollato di accesso alla città murata e credo che non solo i turisti, ma anche moltissimi comaschi mai abbiano avuto occasione di scendere a vedere le basi delle torri romane, la porta per l’accesso pedonale, le soglie a livello nel tempo differenziato con l’elevarsi del sedime. Penso che questa sia la vera e preferibile urgenza culturale e turistica per Como su cui il Comune dovrebbe concentrarsi, mentre la saggia soluzione per le monete di via Diaz dovrebbe essere l’attesa del museo riaperto. Forse ha però un giuoco la volontà politica di presentare risultati, anche solo apparenti e vacui, in vista della tornata elettorale del prossimo anno. Anche sacrificando la saggezza di visione.
Un cordiale saluto.
_ ROBERTO MUSSO
Cernobbio
La Provincia di Como 6 marzo 2026
